Intervista ad Antonella Carone
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    Intervista ad Antonella Carone

    Prima ai botteghini come protagonista nel film “Me contro te – La vendetta del signor S”, in questi giorni si dedica alle interviste per Inchiostro di Puglia. Abbiamo fatto due chiacchiere con la talentuosa attrice pugliese.

    Ciao Antonella, il pubblico ti ha conosciuta sul grande schermo per il tuo ruolo di Perfidia nel film "Me contro te – La vendetta del signor S", ma in realtà sei anche attrice di teatro e conduttrice. Come sei riuscita a passare dal palcoscenico al cinema?
    In realtà non si è trattato del mio primo lavoro al cinema. In passato ho preso parte ad altri film, in ruoli minori. Quella del film dei Me contro Te è stata la mia prima volta con un ruolo principale, a cui si è aggiunto anche il formidabile successo al botteghino. Questo ha fatto sì che tutti ne parlassero ed… eccoci qua!

    Pensi sia possibile separare la professione di attrice da quella di presentatrice?
    Io penso che ogni percorso sia diverso da un altro. Nel mio caso le due professioni hanno sempre proceduto parallelamente. Questo mi ha permesso di lavorare sempre, anche in momenti in cui a teatro c'era poco lavoro, penso ai periodi estivi. Certo la mia è una formazione teatrale, la recitazione è il mio principale campo lavorativo, ma diciamo anche che adoro improvvisare, interagire, scherzare. E allora la conduzione mi permette di assecondare e soddisfare anche la sfera dell'estemporaneità, nella quale mi sento pienamente a mio agio.

    Hai iniziato presto a calcare i palchi d'Italia. Se dovessi guardarti indietro, come definiresti il tuo percorso?
    Lo definirei "scalare". Ho sempre proseguito a piccoli passi, "scalini" li chiamo io. Non importa quanto ci metti per salirne uno solo. Ci potrai mettere settimane, mesi, forse anni, ma una volta salito ti troverai sicuramente più in alto rispetto allo scalino precedente. Come tutti i percorsi che si costruiscono totalmente da sé, l'andamento è più lento ma più stabile. E quello che hai conquistato sul campo non te lo potrà togliere mai nessuno. Ogni traguardo è un nuovo inizio.



    Com'è cambiato il mondo del teatro da quando hai iniziato?
    Lavoro in teatro da appena dieci anni e, almeno io, non ho visto grandi cambiamenti riguardo alla condizione del lavoratore dello spettacolo. Spesso però mi confronto con artisti di una, due generazioni antecedenti alla mia e sento storie da "age d'or" del teatro: tournèe lunghissime in posti strepitosi, paghe (in proporzione) nettamente superiori a quelle attuali. A sentir loro, il teatro è in crisi. Per i più pessimisti, addirittura "è finito". Per me, che non ho altri termini di paragone, il teatro è quello che vivo e il solo che abbia mai conosciuto, e comporta fatica, costanza, persino far da soli ciò che prima era delegato ad altre figure professionali che le compagnie potevano permettersi.

    Tornando al film di "Me contro te", eri nei panni di Perfidia. È vero che i ruoli da cattivo/a sono più interessanti, ma anche i più difficili? Come ti sei trovata in questa parte?
    Mi sono divertita molto. Non so se sono i più difficili. Certamente sono i più divertenti perché puoi permetterti di andare oltre la rigida "misura" che la recitazione in video impone. La fase di preparazione è stata molto interessante, quella che noi chiamiamo la fase di "costruzione" del personaggio. Ho fatto diversi esperimenti per capire come deformare il mio volto in un ghigno da "cattiva", come camminare o usare le mani e la voce. E ho cercato ispirazione anche in altri memorabili ruoli di "cattive" del cinema, cercando sempre di trovare, alla fine, una mia personale strada.

    Il film ha avuto un successo grandioso ottenendo record di incassi. Secondo te qual è stato il segreto?
    Il segreto sono Luì e Sofì e il loro essere amatissimi. Dico che sono un segreto perché tanti provano a imitarli, tanti vorrebbero fare la loro carriera. Ma la realtà è che solo loro hanno un canale YouTube con 5 milioni di iscritti. E parliamo solo di bambini! Il giovane pubblico è molto più fedele ai beniamini a cui si affeziona, certamente più del pubblico adulto. Il segreto forse sta nel coltivare quotidianamente questo processo di "fidelizzazione" e ad offrire, allo stesso tempo, sempre nuovi stimoli e nuovi contenuti. Luì e Sofì, in arte i Me contro te, sono youtuber con milioni di visualizzazioni e il loro target è composto principalmente da un pubblico di minori.

    È possibile educare i bambini con questi nuovi format? Quali sono i rischi più grandi?
    Personalmente credo che l'educazione sia un processo molto più ampio che non si può delegare solo a un'istituzione, che sia la scuola o la famiglia, o ai contenuti che i bambini fruiscono sul web. Il rischio è demonizzare il "mezzo", anziché valutare i contenuti. E, come ho sempre ribadito, i cattivi contenuti possono trovarsi ovunque, anche nei media tradizionali come la TV, o anche in esempi di cattivi comportamenti familiari.

    Cosa rispondi a chi dice che ora per avere successo i canali preferenziali sono i social?
    Che non è del tutto vero. Anche perché oggi c'è talmente tanta concorrenza che non ti puoi svegliare la mattina e decidere di fare l'influencer perché vuoi avere successo o soldi. Non funziona così. Chi ci riesce è perché per anni fa un lavoro quotidiano, pubblicando contenuti ogni giorno. Ogni giorno. Il modello dei Me contro Te, in questo, fa scuola.

    Cosa consiglieresti a chi volesse intraprendere una carriera teatrale?
    Quello che consiglierei a chiunque voglia intraprendere una qualsiasi carriera. Quando si vuole trasformare la propria passione in un mestiere, valgono le stesse regole che governano il mondo del lavoro: studiare, avere costanza e determinazione. Tutto il resto segue a ruota.


    Antonella Carone e' presente sul nostro portale Loola.it. Non ci resta che augurare a lei un grande "in bocca al lupo" per la sua carriera da parte di tutto il nostro staff!