Gigi Travostino si racconta a Loola.it
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    Gigi Travostino si racconta a Loola.it

    Risate, gag e autoironia. Il comico ci racconta aneddoti, difficoltà e bellezze di questo lavoro.  . Gli spettacoli di Gigi Travostino sono un mix di situazioni comiche e momenti di riflessione dove niente è lasciato al caso.

    Risate, gag e autoironia. Gli spettacoli di Gigi Travostino sono un mix di situazioni comiche e momenti di riflessione dove niente è lasciato al caso. Dalle sue esperienze a teatro, in tv e in radio, il comico ci racconta aneddoti, difficoltà e bellezze di questo lavoro.

    Ciao Gigi, come definiresti la tua carriera da comico finora?
    La mia carriera ha un'unica definizione: impegno, impegno, lotte e soddisfazioni.
    Ogni lavoro ha le sue difficoltà. Quali sono le tue?
    Le difficoltà sono parecchie: siamo in un periodo inflazionato dalla tv alle serate live. L'ambiente non è così simpatico visto dietro le quinte.
    Hai collaborato sia in radio che in tv con volti noti come Nicola Savino e Pintus. C'è stato qualche momento divertente che vuoi condividere con i lettori di Loola.it?
    Con Nicola Savino è stato molto divertente perché lui credeva che io fingessi di balbettare. Invece quando ha scoperto il contrario…Non ci ha creduto lo stesso e mi ha detto "Gigi sei davvero bravo a recitare la parte del balbuziente". Con Pintus ho lavorato 10 anni fa quando ero ancora al mio primo personaggio. È una persona molto cortese ed educata.
    Fare il comico in tv è diverso rispetto al lavoro in radio. Quali sono le difficoltà di questi canali e quale preferisci?
    Le difficoltà ci sono sia in radio sia in tv. In televisione sei in prima linea e sei visibile: hai la possibilità di far divertire anche con la mimica. In radio, invece, la modalità è diversa perché sei più libero di esprimerti, lasciando all'ascoltatore una parte di personale immaginazione. Sinceramente amo entrambi i canali.
    Nel tuo spettacolo "Il bell'anatroccolo" si ride e si riflette. Come riesci ad unire il lato comico a quello più serio?
    Il mio spettacolo ha come significato quello di far ridere: a volte ironizzo molto su di me. Si parla di bruttezza, bellezza, balbuzie, ansie e rapporti sociali. Diverse volte alla fine dello spettacolo trovo molte persone che mi ringraziano per aver regalato molta ironia su tutti questi aspetti. Trovo anche balbuzienti ansiosi nel pubblico che si ritrovano in quello che dico. A loro spero di dare la possibilità di migliorarsi e non prendersi troppo sul serio: solo usando l'autoironia non si dà la possibilità agli altri di essere derisi.
    Quanto è importante l'improvvisazione nel tuo lavoro?
    Quando si lavora a teatro non credo serva molto improvvisare perché la gente a teatro, un posto sacro, va a vedere uno spettacolo. Nei locali, invece, cambia tutto: può essere molto più dispersivo e con poca attenzione, quindi qui l'improvvisazione può essere utile.
    Ogni volta che si sale sul palco si provano sempre delle emozioni…Tu cosa provi?
    Ogni volta che salgo sul palco provo un mix di emozioni: paura, insicurezza, grande energia e molta adrenalina. Anche se si è malati, una volta calcato il palcoscenico tutto sparisce. Ed è anche il bello di questo lavoro.
    Iniziare ora una carriera da comico è possibile? Se sì, che canali di comunicazione consiglieresti?
    Iniziare ora questa carriera è comunque difficile, però se uno ha grande passione e talento deve farlo. I canali per farlo sono diversi: ad esempio si possono provare i primi pezzi in laboratorio. Ovviamente serve un aiuto da parte di un autore per i testi, poi tanta esperienza sul palco. E poi le cose se devono arrivare arrivano…
    Cosa ci si deve aspettare dai tuoi spettacoli?
    Sicuramente ci si deve aspettare di ridere, di staccare per un'ora dai problemi della vita. Ogni volta mi auguro di lasciare un messaggio di serenità e di allegria. I miei spettacoli si chiudono sempre con questo motto: "Trasformate i vostri difetti in vantaggi", come ho fatto io.
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