Daniele Condotta si racconta a Loola.it
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    Daniele Condotta si racconta a Loola.it

    Quasi mezzo milione di follower su facebook, divertente, determinato e senza peli sulla lingua. Ci parla di come ha raggiunto il successo, della potenza dei social e dei progetti futuri.

    Quasi mezzo milione di follower su Facebook e 140.000 iscritti su Youtube, Daniele Condotta è uno degli artisti pugliesi emergenti che potrete ingaggiare su Loola.it. Da quasi tre anni i suoi video comici sono un appuntamento fisso sui social network. Divertente, determinato e senza peli sulla lingua, ci parla di come ha raggiunto il successo, della potenza dei social e dei progetti futuri.

    Come nasce la tua passione per gli sketch e il mondo della comicità?
    Questa passione nasce da quando ero piccolo: sono cresciuto con il duo comico Toti e Tata e con tutte le sit-com locali pugliesi. Se per gli altri bambini il sogno era quello di diventare astronauta o ginecologo, io volevo realizzare una sit-com tutta mia in tv. Adesso vorrei portare un mio programma in televisione: non importa se sia a livello locale o nazionale.

    Tra i programmi televisivi comici c'è Zelig. Che ne pensi?
    Quando 80 anni fa ero giovane, Zelig viveva gli anni d'oro, per i comici era davvero un sogno arrivare lì. Ma con gli anni in generale la comicità in televisione e nello specifico a Zelig non ha funzionato più. L'unico luogo dove fare cabaret è il teatro.

    Da cosa prendi ispirazione per i tuoi video?
    Sui video da realizzare rifletto la notte: penso a 10 cose, la prima che mi fa venire la prima battuta è quella buona. Poi ovviamente la vita di tutti i giorni influenza il mio lavoro: anche una semplice pizza con gli amici può essere per me spunto per un nuovo video. Tant'è che sullo smartphone ho una cartella apposita dove mi annoto ogni battuta che mi viene in mente o che sento in giro. Altre volte mi prefiggo di dedicare un giorno intero alla scrittura del copione, ma non è detto che ci riesca sempre: l'ispirazione spesso mi viene con il buio, all'improvviso.

    Ti aspettavi tanto successo dai social?
    Assolutamente no. All'inizio non credevo per nulla nei social: cresciuto con le emittenti locali, per me l'obiettivo era arrivare in televisione. Però mi sono dovuto ricredere. Tutto è iniziato quando ho preparato 10 sketch da portare a una emittente televisiva per farli valutare, ma mi dissero che non avrebbero funzionato. Così, poiché li avevo già realizzati, decisi di "buttarli" su Facebook. E da lì ho iniziato a vedere i primi "mi piace", le persone che si taggavano e i commenti. Un video dopo l'altro, ora è diventato un appuntamento fisso.

    La tua famiglia come ha preso la tua decisione di entrare in questo mondo?
    In generale bene. Ad esempio, ho l'aiuto dei miei nipoti nella gestione della pagina Facebook e nell' organizzazione degli spettacoli. Mia madre (che spesso compare nei video) è l'unica che mi dice di pensare al "posto fisso" senza avere altre distrazioni. Ma è tempo perso perché il mio sogno è questo.

    I social possono essere un'arma a doppio taglio: ti possono dare e togliere il successo quando meno te l'aspetti. Secondo te, quali sono gli aspetti negativi dei social network?
    Facebook, dal nulla, mi ha fatto arrivare in 3 anni ai numeri di oggi, perché l'algoritmo precedente agevolava le pagine e quindi era facile che la gente ti conoscesse e ti seguisse. Da quando questo social ha dato più risalto ai profili che alle pagine diventa difficile avere seguito, e questo cambiamento all' inizio mi ha messo un po' in crisi. Per questo motivo ho deciso di cambiare canale comunicativo e spostarmi su Youtube. Ovviamente i social hanno i loro lati negativi: gente che commenta anche la tua vita privata con cattiveria, con offese gratuite, e questo non va bene.

    Cosa preferisci del tuo lavoro? Il momento della scrittura, del montaggio, delle riprese…
    La bellezza della scrittura è che puoi dar vita a delle storie: decidi tu cosa devono dire i personaggi, lo svolgimento, il finale… Questa è una parte che mi entusiasma, ma è anche la parte più difficile. Sul web non basta far ridere, è importante condividere: quindi la difficoltà è quella di trovare non solo le battute, ma anche il tema che possa interessare più persone. La fase che mi mette più ansia è quella della registrazione: spero sempre di non aver dimenticato qualcosa o di non aver sbagliato l'inquadratura. In questa fase è anche difficile coordinare tutte le comparse, rimanere nei tempi prefissati, mettersi d'accordo con la location…La parte che mi stimola maggiormente è quella del montaggio.

    Nei tuoi video c'è la co-protagonista Mariangela. Com'è nata questa collaborazione?
    Per caso. Un amico in comune ci ha fatto conoscere e subito mi ha colpito l'incoerenza di Mariangela: dice una cosa e il secondo dopo fa l'opposto. Da lì ho pensato di realizzare i video di coppia, perché sono argomenti che possono interessare tutti: i ragazzi, i fidanzati, i coniugi, le mogli…E ci siamo divertiti ad immaginare questa vita di coppia enfatizzata, a tratti estremizzata. Anche se in realtà ci siamo accorti che quelle reazioni di gelosia dei video si traducono perfettamente nella realtà. Nella vita di tutti i giorni c'è davvero questa psicopatia generica!

    Che consiglio daresti ai ragazzi che hanno la tua stessa passione?
    Coltivare questo sogno e non sentire le critiche degli addetti ai lavori che mettono i bastoni tra le ruote e che consigliano di cambiare mestiere. Anche a me è successo, ma li ho ignorati perché avevo in mente chiaro un obiettivo. Inoltre, consiglio di utilizzare i social, soprattutto Instagram, realizzando ad esempio delle clip da 50 secondi. Per chi inizia oggi, Facebook non va bene.

    Quali sono gli aspetti da migliorare nella comicità pugliese?
    Secondo me quello che ci penalizza in Puglia è la mancanza di collaborazione tra gli addetti ai lavori. L'obiettivo era quello di creare con gli artisti locali un progetto comune, ma è difficile. Ci sono alcuni comici che hanno partecipato attivamente ad alcuni miei video, come Umberto Sardella, altri invece no. Mancano gli investitori e manca il coraggio delle emittenti locali. La comicità così pian piano svanisce: chi non può andare in tv o arriva tardi sui social, con il passare del tempo fa sempre meno, fino a mettere da parte questo lavoro. Invece, penso che 7-8 artisti insieme possano dar vita ad un bel progetto.

    Progetti futuri?
    Se tutto va per il meglio, dovremmo partire a registrare una sit-com di 10 minuti di 10 puntate per La5. Vi dico soltanto che dovrò creare una storia con il mio personaggio agli arresti domiciliari…
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